Stilo, la città del sole

 

Domenico Vigliarolo o Villarroel

 

 

Agli inizi del 1600 fu Primo assistente nell’Accademia di belle lettere e, sempre in quegli anni, si adoperò molto per la libertà di Tommaso Campanella.
Fu deputato di Stilo e, per tre volte, Sindaco dei Nobili della stessa città. Scrisse un poema eroico in occasione delle nozze di Filippo IV, che conobbe nel periodo della causa per la libertà demaniale di Stilo, e diversi manoscritti che documentano la storia di quegli anni nel Regno.
Altri componenti celebri della stessa famiglia furono: Marco Antonio, vescovo di Cava direttamente nominato dal pontefice Clemente IX e poi, vescovo di Bova nel 1669 e, subito dopo qualche tempo, arcivescovo di Rossano. Fondò l’ospedale della Prebenda teologale e aprì un Sinodo, e Silvio Contestabile, priore della Certosa di Serra San Bruno, prima, e dopo quattro anni di quella di Padula.
La capostipite della famiglia Contestabile fu Joele, creato contestabile del Regno da Ruggero il Normanno. A Marco Contestabile, barone di Settingiano, fu concessa la Castellania di Stilo dal Re Roberto d’Angiò (1332) e lo stesso concesse a Pietro, qualche anno più tardi, la Prefettura dell’Annona di Stilo.
Di Francesco Antonio Contestabile Pignatelli, vissuto nel XVIII secolo, bisogna ricordare l’opera intitolata “Caulonia ristorata nel suo vero sito, ovvero le memorie della nobile e fedelissima città di Stilo…”, dedicata al vicerè Medinaceli.

 

 

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